C’era una volta un boschetto nel quartiere San Lazzaro a Vicenza

C’era una volta un boschetto nel quartiere San Lazzaro a Vicenza

A Vicenza, circa un decennio fa, è stato costruito un piccolo centro commerciale in zona San Lazzaro, a fianco del Parco delle Fornaci. Proprio in quell’area esisteva, prima, un boschetto… un boschetto vero!
Rinfrescava le strade circostanti nelle calde serate estive e offriva una vera e propria casa per i milioni di insetti e le centinaia di animali che lo abitavano, tra uccelli, rettili e mammiferi.

Quel boschetto era circondato da una recinzione che non ne permetteva l’ingresso ed agli occhi di un passante altro non sembrava che una zona incolta. Eppure quel boschetto produceva ossigeno, assorbiva CO2 e garantiva la sopravvivenza di molte specie viventi.

Insomma, nonostante le ridotte dimensioni, era un ecosistema, una cosa che nessun progetto umano sarà mai in grado di riprodurre artificialmente.

C’è da domandarsi se era veramente necessario distruggere un ecosistema per costruire un nuovo centro commerciale, per altro ora poco frequentato e molto vicino ad un altro altro, più grande centro commerciale già esistente da anni.
La risposta che ci diamo è semplice: no, ma sappiamo bene che ciò che spinge un’impresa privata a costruire un centro commerciale non è esattamente la filantropia. Tuttavia è un comportamento che non ci sentiamo di condannare, altrimenti dovremmo condannare l’umanità stessa.

Se quel che sappiamo si limita a quel che vediamo e sentiamo

Ad un certo punto della mia vita mi sono appassionato alla musica classica. Ascoltare un bel concerto è estremamente piacevole, ma conoscere la vita del compositore, la storia dei brani o addirittura la struttura armonica delle partiture, beh, è come fare un viaggio dentro ad un universo parallelo.

Allo stesso modo, se i proprietari del boschetto di San Lazzaro si fossero appassionati alla biodiversità presente nella loro proprietà, forse ora il boschetto sarebbe più grande e più protetto.

Visitare un sito web significa far funzionare non solo il proprio computer ed il server d’origine, ma anche le centinata di chilometri di cavi e i gateway, enormi nodi intermedi per lo smistamento di dati.

Tutto questo produce CO2, molta CO2!

Per questo nel momento in cui abbiamo deciso di dar vita ad Easy Green Hosting non abbiamo avuto dubbi: dovevamo e volevamo non solo proporre un modello che non fosse d’impatto per l’ecosistema, ma anche informare ed educare.

La prossima volta che ti trovi vicino ad un boschetto urbano…

prova a fermarti, ad ascoltare il fruscio della sua vita, il cinguettio dei suoi uccelli, lo scricchiolare dei suoi rami.
Prova ad immergerti nel profumo che emana e nell’energia che sprigiona.
Fallo per 10 minuti.

Ed in fine, prova ad immaginarti se non esistesse.

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